Lungo le strade che mi conducono presso i vigneti in cui sono in corso le operazioni di potatura e legatura delle viti, alcune soste mi sono d’obbligo: scattare qualche foto ad un particolare interessante dal punto di vista tecnico, immortalare i fulgidi colori del tramonto che infiammano i paesaggi di Langa, osservare con dovizia la realizzazione di un nuovo impianto… fermarmi a discutere con un amico intento nei lavori in campo o in cantina.

Così, nel pomeriggio di oggi, in compagnia della mia Fiat 500 ho fatto visita all’azienda vitivinicola Socré: una tipica cantina a gestione famigliare, una delle tante piccole imprese agricole che rappresentano il vero cuore pulsante dell’enologia di Langhe e Roero, al di là delle blasonate “firme” assorte a miti enoici.

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La cascina, come si suole chiamare le aziende agricole in dialetto piemontese, è stata tramandata di padre in figlio da generazioni. Infatti, documenti storici attestano che il bisavolo degli attuali titolari si stabilì nelle terre di Barbaresco nel 1869, iniziando la coltivazione della vite. L’insegna “Socré” vuole essere un omaggio proprio a questo uomo: il termine dialettale può essere tradotto in italiano come “zoccolaio, ciabattino”, che ricorda appunto il mestiere a cui si dedicava il fondatore prima di avviare l’attività di vignaiolo.

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Per circa 120 anni l’azienda ha mantenuto inalterata la propria vocazione viticola, producendo uva destinata alla trasformazione da parte di altre cantine locali. A partire dagli anni ’90, un rinnovato slancio imprenditoriale e la passione per il vino dei “giovani” di famiglia, sono diventati il volano per una nuova esperienza: incrementare la superficie coltivata ed avviare la vinificazione in proprio.

In pochi anni, così, l’azienda ha acquisito nuovi terreni nell’albese ed a Cisterna d’Asti, impiantando anche varietà prima non coltivate ed adatte a soddisfare le esigenze di un mercato complesso e moderno: Merlot e Cabernet sauvignon, in particolare, si sono affiancati alla coltivazione degli autoctoni Nebbiolo, Barbera, Dolcetto e Croatina.

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Il 2012 è stato un anno importante, con l’inaugurazione della nuova cantina che, ad oggi, permette la vinificazione e l’affinamento di tutta l’uva prodotta dai vigneti aziendali. La struttura, dalla forma semplice ed austera, integrata perfettamente nel paesaggio locale grazie ai rivestimenti in pietra naturale, è il luogo perfetto in cui accogliere i grappoli per la trasformazione in vino. Un locale interrato, protetto dagli sbalzi termici, ospita numerose botti grandi e barriques, nelle quali nasce, tra gli altri, il Barbaresco D.O.C.G. nelle versioni “annata” e selezione “Roncaglie”. Interessante la scelta di “scommettere” anche sulla Croatina (Cisterna d’Asti DOC), nella convinzione che una piccola denominazione, dal carattere molto locale, possa offrire ai consumatori un’alternativa fresca e succosa ai più strutturati vini di Langa.

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Tra i vasi vinari in legno, alcune pupitrès accompagnano l’affinamento di uno spumante metodo classico, che sarà il fiore all’occhiello dell’innovazione nella gamma di vini proposti da Socré: mancano solo più pochi mesi alla messa in commercio ed i molti affezionati clienti sono intrepidi di poterlo degustare!

Una realtà interessante, capace di condensare nelle poche bottiglie prodotte tutta l’esperienza, la tradizione e la tipicità locali, coniugando in esse la storia, la passione e l’amore per il territorio, ma anche intraprendenza ed innovazione. Il mio invito è a degustare i vini di Socré , perché rappresentano a pieno lo “spirito” dei vitivinicoltori di Langa.

Maggiori informazioni sull’azienda ed i vini prodotti sono reperibili sul sito web aziendale: www.socre.it